Il cinema possiede una magia sottile: mostra un luogo e ne scolpisce il desiderio nel cuore dello spettatore.
Per questo motivo, la sinergia tra cineturismo ed enoturismo rappresenta oggi una delle leve più potenti per il settore vitivinicolo e l’accoglienza in cantina.
Come cineturismo e enoturismo cooperano
I dati ufficiali confermano la forza di questo legame. Secondo uno studio congiunto condotto da UNWTO & Netflix (Cultural Affinity and Screen Tourism), le destinazioni legate a produzioni cinematografiche registrano incrementi medi di presenze turistiche compresi tra il 25% e il 40% nei mesi successivi all’uscita di un titolo di successo.
Inoltre, un’analisi di Future Market Insights stima che il mercato globale del cineturismo passerà da 66,2 miliardi di dollari a quasi 146 miliardi entro il 2035, con un tasso di crescita annuo dell’8,2%.
Quando guardiamo un film, la mente supera la barriera dello schermo. Questa scossa emotiva spinge il pubblico a viaggiare.
Per chi produce vino, intercettare questo flusso significa accogliere un enoturista già predisposto a innamorarsi della tenuta e dei suoi prodotti ancora prima di varcare la soglia della cantina.
Dal set alla ricettività: il boom economico di Montalbano
Il potere del turismo cinematografico sull’economia locale, sulle strutture ricettive e sull’enogastronomia è ampiamente dimostrato dai fatti.
In Italia, la ricerca condotta da JFC Tourism & Management (presentata da Italy for Movies) stima in circa 600 milioni di euro il valore economico annuale del cineturismo, con 1,3 milioni di pernottamenti diretti e oltre 11 milioni di visite giornaliere. L’ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) rileva che almeno 5,5 milioni di presenze complessive nel nostro Paese sono motivate dal cinema o dalla TV.
L’esempio più iconico è stato Il Commissario Montalbano. Il fenomeno televisivo ha trasformato la Sicilia sud-orientale, portando alla nascita di centinaia di B&B, boutique hotel, agriturismi e ristoranti prima inesistenti a Scicli, Modica e Ragusa Ibla.
Esempi simili si registrano anche altrove. Come riportato dagli approfondimenti del MIA Market (Mercato Internazionale Audiovisivo), Matera ha visto un boom del +143% di arrivi internazionali dopo La Passione di Cristo di Mel Gibson, mentre il Castello di Aglié in Piemonte è passato da 1.300 a oltre 15.000 visitatori in un solo mese con Elisa di Rivombrosa.
Per le aziende vinicole questo indotto è una miniera d’oro. L’enoturista che soggiorna sul territorio spinto da un film non cerca solo una stanza dove dormire: vuole vivere l’esperienza locale attraverso i suoi sapori.
Le cantine diventano così la tappa naturale per completare il soggiorno, degustando i vini del territorio e trasformando la visione dello schermo in acquisti diretti di bottiglie ed esperienze.
L'effetto "Odissea" a Favignana: 500 milioni di dollari e il boom dei turisti USA
Un esempio recente e straordinario di questa dinamica è il travolgente “effetto Odissea”, scatenato dalla colossale produzione cinematografica del film Odissea.
La scelta dell’isola di Favignana per rappresentare l’iconica Itaca di Ulisse, con riprese al Castello di Santa Caterina e sulle sue spiagge, sta generando un impatto economico senza precedenti.
Come riportato dalla rivista internazionale Variety, le autorità locali stimano che il film produrrà entrate per oltre 500 milioni di dollari per l’economia locale a lungo termine. La proiezione iniziale indica circa 287 milioni di dollari nei primi tre anni, numeri paragonabili al successo della serie The White Lotus.
La Sicilia Film Commission ha già registrato un picco straordinario di interesse, guidato soprattutto da turisti americani desiderosi di esplorare le location del film.
In Italia, dove la pellicola ha superato i 35 milioni di dollari di incassi al botteghino, questo fenomeno dimostra come la valorizzazione cinematografica del territorio attiri visitatori ad alto potere di spesa.
Per i produttori di vino della regione e dell’intero Paese, l’effetto Odissea rappresenta l’occasione perfetta per intercettare questo pubblico internazionale, offrendo tour guidati e degustazioni legate alle eccellenze vinicole locali.
Dai grandi schermi all'accoglienza in cantina
Nonostante la presenza di oltre 19 Film Commission attive in Italia, i dati pubblicati da MilanoPost indicano che il nostro Paese intercetta attualmente solo 150.000 movie-tourists internazionali all’anno, per circa 226.000 presenze complessive.
Esiste un ampio margine di crescita inespresso che il settore enoturistico può e deve occupare.
Quando una grande produzione o un colossal accendono i riflettori su una determinata area geografica, le aziende vinicole devono strutturarsi per intercettare quella visibilità, trasformando l’entusiasmo dello spettatore in una risorsa economica duratura.
Cineturismo e enoturismo: strategie pratiche
Per capitalizzare su questo fenomeno e far crescere le visite in cantina, è fondamentale mettere in campo strategie concrete:
- Creare percorsi esperienziali (Movie & Wine): Proporre degustazioni guidate abbinate alla visita dei luoghi cinematografici del territorio.
- Fare rete con la ricettività locale: Collaborare con hotel, B&B e tour operator nati sulla scia del turismo cinematografico per inserire la cantina nei pacchetti di soggiorno dedicati ai viaggiatori internazionali.
- Proporre gli spazi aziendali come location: Segnalare la tenuta e i vigneti alle Film Commission regionali per accogliere set di spot, serie TV o lungometraggi.
- Curare la comunicazione visiva: Utilizzare immagini d’impatto e uno stile fotografico di livello cinematografico per valorizzare i canali digitali della cantina.
- Integrare piattaforme di vendita D2C e spedizioni internazionali: Strutturarsi con software e professionisti specializzati nel Direct-to-Consumer (D2C) internazionale. Questo permette di gestire accise, dazi e pratiche doganali in automatico verso UE e Paesi Extra-UE (come gli USA), consentendo al turista di acquistare durante la degustazione e ricevere il vino direttamente a casa.
Se il cinema ha la forza di accendere il desiderio e spingere le persone a viaggiare, l’enoturismo possiede il privilegio di accogliere quel desiderio nel calice.


