La storia di successo di Cleto Chiarli con D2C Customs

La storia di successo di Cleto Chiarli con D2C Customs
“Il cliente americano medio è altospendente. Grazie al self-order, chi prima comprava una sola bottiglia per la valigia, ora ne acquista 12 o 18. Il volume è notevolmente aumentato.”
Tommaso Chiarli – Consigliere di Amministrazione / Export Area Manager Cleto Chiarli
Tommaso Chiarli
Consigliere di Amministrazione / Export Area Manager Cleto Chiarli

Nel cuore della Food Valley modenese, dove il Lambrusco affonda le sue radici secolari, sorge un nome che è sinonimo di storia vitivinicola: Cleto Chiarli. Un progetto nato per elevare il potenziale dei vigneti di proprietà e riscattare la reputazione di un vino complesso e affascinante. Abbiamo intervistato Tommaso Chiarli per capire come stia affrontando le sfide dell’enoturismo internazionale e della vendita diretta con l’adozione di D2C Customs.

Dalla "bottiglia souvenir" alla spedizione di massa: la rivoluzione dei volumi

Prima, la gestione delle vendite ai turisti stranieri si scontrava con un limite fisico insuperabile: la capienza della valigia. Un turista, per quanto entusiasta, non poteva trasportare più di uno o due esemplari. Questo non solo limitava il fatturato immediato, ma rischiava di interrompere il legame emotivo con il brand una volta terminata la vacanza.

Con l’introduzione del self order per clienti, Cleto Chiarli ha rimosso totalmente il freno logistico. La semplicità del processo, dove il cliente sceglie, inserisce i dati e paga in autonomia, ha trasformato radicalmente lo scontrino medio. “Il volume è aumentato in modo impressionante,” spiega Tommaso. “Il cliente americano non si ferma davanti ai costi di spedizione perché cerca il servizio e l’esclusività. Passare dalla vendita di una singola bottiglia all’ordine di 12 o 18 pezzi significa decuplicare l’efficacia di ogni singola visita in cantina.”

Cantina Cleto Chiarli

La strategia della continuità del team Cleto Chiarli

Il vero successo di Cleto Chiarli con D2C Customs non si esaurisce nel momento della visita, ma prosegue mesi dopo, a migliaia di chilometri di distanza. Il software ha permesso alla cantina di costruire un database proprietario di clienti profilati che hanno già vissuto l’esperienza del brand.

Questo “ponte digitale” ha generato un fenomeno di fidelizzazione spontanea, in primis con gli acquisti post-visita: molti clienti, una volta tornati a casa, hanno replicato l’ordine attraverso lo shop online (grazie al plug-in coordinato), dimostrando che il desiderio del prodotto sopravvive al viaggio.

In seguito, la cantina ha saputo sfruttare momenti chiave come il Black Friday o il Natale per inviare newsletter e promozioni a chi aveva già acquistato in cantina. “Abbiamo visto una continuità incredibile. Il cliente continua a pensarci e ad acquistare da noi perché il processo è snello e la spedizione viene percepita come perfetta,” sottolinea Chiarli.

Il vantaggio competitivo di una gestione interna

Un aspetto cruciale emerso dall’esperienza di Cleto Chiarli è la libertà operativa che deriva dall’avere una soluzione integrata direttamente in azienda. Rispetto al passato, quando la cantina si appoggiava a piattaforme esterne che comportavano tempi lunghi e passaggi burocratici complessi, ora il timone è nelle mani del produttore.

“Per noi è super agevolante: il prodotto parte direttamente dalla nostra cantina, fresco e appena fatto,” afferma Tommaso. Questa gestione diretta non solo accorcia i tempi di consegna, ma permette alla cantina di essere dinamica e reattiva sul mercato. La possibilità di inserire promozioni in autonomia, coordinare le scorte e monitorare ogni spedizione in tempo reale garantisce un livello di servizio che il cliente percepisce come eccellente. “Siamo liberi di gestire tutto internamente in maniera semplice e coordinata. È questo che ci rende operativi ed efficienti su ogni vendita.”

Vigneti Cleto Chiarli

Un nuovo standard globale per l'hospitality vinicola

Così, la vendita diretta internazionale è diventata il motore di un circolo virtuoso. Ogni cassa di Lambrusco che arriva in una casa americana o europea non è solo una transazione, ma un’operazione di marketing: il vino viene condiviso, raccontato e riacquistato.

"La vendita diretta dalla cantina non ha paragoni, è un'occasione fondamentale per creare ambassador del brand nel mondo. Avere persone dall'altra parte dell'oceano che bevono il tuo vino, conoscono la tua storia e ne parlano ad altri è il traguardo più importante che una cantina moderna possa porsi."
Tommaso Chiarli
Consigliere di Amministrazione / Export Area Manager Cleto Chiarli

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